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Spazi indipendenti - Art Days Napoli Campania

Spazi indipendenti

ASSOCIAZIONI

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Collettivo Zero Archivi
Collettivo Zero, VdMResidency
Collettivo Zero, Collettivo Disintegrati, Pessoa Luna Park

Via Giosuè Carducci, 19,  Napoli

collettivozero.org
@collettivozeroaps

 

collettivo zero | viale delle metamorfosi

Collettivo Zero – Viale delle Metamorfosi è un’associazione di promozione sociale legata all’arte e ai beni culturali, composta dalla direttrice Sveva Ventre, il vice direttrice Andrea Pastore, da collaboratori quali Ilaria Lely, Enrica Mariani, Gianluca Sensale, Rita Roberta Espostito, Alice Broggini, Marta Raponi e volontari nel nome di Federica Guglielmi, Monica Mongelli, Christian Taranto, Giorgia Guadagno ed Ettore Simeone
Nato nel 2019 grazie all’incontro tra i banchi della sede romana dello IED – Istituto Europeo di Design, di giovani provenienti da tutta Italia, il collettivo ha rivolto la propria curiosità al territorio partenopeo dapprima curando la mostra “ANIME SALVE – A series of photographs by Jess Kohl presso il PAN e ora grazie al lancio del festival Viale delle Metamorfosi – L’arte si fa strada, progetto vincitore dell’avviso I Quartieri dell’Innovazione, promosso nell’ambito PON Metro 2014-20 dal Comune di Napoli, che ha dato l’occasione al collettivo di costituirsi in Collettivo Zero APS.
In occasione degli Art Days, il Collettivo presenta ProgetT’am, il workshop di progettazione culturale di 4 giorni in cui le persone partecipanti avranno la possibilità di analizzare e ideare le basi e condividere i presupposti  della seconda edizione del festival “Viale delle Metamorfosi”, in collaborazione con il team di “Disintegrati”, che realizzerà output situation-specific. Gli output prodotti saranno esposti presso SpazioTra, un co-working nel centro di Napoli. Il workshop gratuito è dedicato a 25 partecipanti, necessaria la prenotazione al form:
 https://forms.gle/hVbVDYYDW3SGd18w5 
Il workshop prevede il tesseramento all’associazione, il cui costo è 20 €, ha validità annuale e dà diritto alla partecipazione a tutte le attività e convenzioni riservate ai soci.

Collettivo Zero – Viale delle Metamorfosi is a social promotion association linked to art and cultural heritage. Through a methodology of participatory planning, the Collective generates contaminations of ideas, which stimulate the process of social change, aimed at the valorisation of different uniqueness, to counter stereotypes and discrimination.
A choral participation involved in the cooperation between local organisations and associations to promote the language of contemporary art, but also non-violence, freedom of expression and equal opportunities and rights.

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Palazzo Salerno-Lancellotti, 2022, Fenice in pigiama
Mostra A margine, 2022, Fenice in pigiama
Fenice in pigiama, spazi associativi, Palazzo Salerno-Lancellotti

Via XXV Luglio, Casalnuovo di Napoli, Napoli

feniceinpigiama.it
@feniceinpigiama

fenice in pigiama

Fenice in pigiama è un APS (associazione di promozione sociale) nata nel marzo 2021. Una delle mission associative è quella di promuovere progetti artistico /culturali, con particolare attenzione alla promozione e alla ricerca artistica contemporanea di giovani artisti emergenti. Fenice In Pigiama ha all’attivo moltissime iniziative artistiche, tra cui mostre presso la Galleria Espositiva di Palazzo Salerno-Lancellotti, a Casalnuovo di Napoli, ultima delle quali “A margine”, promossa all’interno della kermesse “Estate casalnuovese 2022”. Contemporaneamente, l’associazione svolge un ruolo chiave per il territorio di Casalnuovo, per il quale opera in merito alla valorizzazione e promozione della letteratura, grazie alla formazione di gruppi di lettura, rivolti alla fascia d’età compresa tra gli 8 e i 35 anni, e altre attività ricreative con scopo didattico.
È allestita, in occasione degli Art Days, sempre a Palazzo Salerno-Lancellotti, l’esposizione collettiva “Crisalidi”, nella quale sono coinvolte otto artiste donne, che si esprimono ognuna secondo una cifra stilistica unica, attraverso opere che hanno come filo conduttore il percorso artistico delle stesse, con particolare attenzione ai passaggi di trasformazione profonda caratterizzati da tre grandi fasi di produzione artistica: l’impotenza, la disgregazione e la capacità di metamorfosi, in forma pittorica, scultorea o fotografica, a seconda del mezzo espressivo utilizzato dall’artista. La mostra rappresenta un punto di partenza per poter esplorare le voci femminili del panorama artistico emergente, con il fine di intessere un dialogo duraturo, rendendo il collettivo un vero e proprio progetto di ricerca artistica contemporanea a lungo termine, che, dunque, non intende fermarsi alla singola mostra in essere.

Fenice in Pigiama is a social promotion association established in March 2021. On the occasion of the Art Days, at Palazzo Salerno-Lancellotti in Casalnuovo di Napoli, a group exhibition entitled ‘Crisalidi’ is being staged, in which eight female artists are involved. They create works that have as their common thread their artistic journey, with a focus on the passages of profound transformation characterised by three major phases of artistic production: powerlessness, disintegration and metamorphosis, in pictorial, sculptural or photographic form.

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Flip Project space, Enzo Cucchi e Gianni Politi, foto Simona Schettino
Flip Project space, Helena Hladilova, foto Amedeo Benestante

Via Giovanni Paladino, 8, Napoli

@flip_project

flip project

Flip Project, nato a Napoli, è un artist-run space, progetto curatoriale indipendente, una piattaforma di discussioni e collaborazioni creative in relazione alla pratica artistica e alla cultura contemporanea. Le attività svolte sono molteplici e danno vita a un ricco calendario di mostre, pubblicazioni, workshop, screening e seminari. FLIP sin dall’inizio ha puntato a sviluppare un network internazionale grazie al quale ha prodotto collaborazioni che si inseriscono in un processo di scambi creativi tra artisti, attivando nuove dinamiche e contaminazioni culturali. La nuova sede di FLIP, in una cappella gentilizia degli anni ’50 nel centro storico di Napoli, si aggiunge all’approccio ‘nomadico’ e di collaborazioni che da sempre lo caratterizza. Artisti e creativi nazionali e internazionali sono invitati a interagire con lo spazio della cappella, coinvolgendo anche il contesto sociale circostante. L’offerta è rivolta a un pubblico variegato, di studenti, frequentatori abituali del centro storico e i suoi abitanti, oltre a chi è già di consueto interessato alla scena artistica napoletana.
Flip Project si presenta come luogo di incontri, relazioni e dialoghi, tra la comunità e gli artisti.

FLIP Project  is an artist-run space, an independent curatorial project, a platform for discussions and creative collaborations in relation to artistic practice and contemporary culture. 

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Gaudium Gallery, foto Valeria Sironi
Gaudium Gallery 2, foto Enrico Ingenito
Gaudium Gallery, foto Valeria Sironi

Via Benedetto Croce, 19, Napoli

artgaudium.com
@gaudium_gallery

gaudium gallery

Gaudium Gallery è un luogo espositivo e spazio di ricerca nato a Napoli nel 2020 da Massimiliano Maglione e Giuseppe Melè. La galleria prende forma dal desiderio dei fondatori di essere attivi partecipanti dell’arte in veste di protagonisti, un desiderio senza il quale non si alimenterebbe il gaudium, che in latino significa gioia, indispensabile per aprirsi alla curiosità costante che richiede l’arte. Massimiliano e Giuseppe mettono in comunicazione punti di vista, culture diverse, temi che possano incontrare la sensibilità del fruitore, per coinvolgerlo in un viaggio di scoperta. Un ruolo fondamentale per la galleria è rivestito dai campi multidisciplinari che spaziano dalle arti performative alle arti figurative; questioni come il cambiamento climatico, la cripto arte, il ruolo sociale dell’arte, il profondo rapporto tra l’uomo e la natura, sono il fuoco di Gaudium Gallery. La Galleria d’arte è qui intesa come luogo in cui rinvigorire lo spirito, dove si possa acquisire il tempo per dedicarsi al rapporto fatto di simboli tra le persone e le cose.
Oggi Gaudium Gallery, come spazio indipendente, accoglie artisti provenienti da tutta la penisola portando avanti dialoghi e collaborazioni con enti e realtà internazionali. È ospitata all’interno degli appartamenti storici di Palazzo Venezia presso l’Associazione Culturale A’mbasciata.
A’mbasciata prende il suo nome dal fatto che Palazzo Venezia era l’antica Ambasciata Veneta a Napoli; inoltre, in napoletano, “a’mbasciata” significa ‘portare notizia’. Questi spazi sono stati abbandonati per oltre 60 anni e l’associazione culturale, nella figura di Gianmarco Sannino, ha recuperato questi luoghi restituendoli alla città. Dopo corposi lavori di restauro, A’mbasciata si erige a punto di riferimento e polo culturale del centro storico partenopeo, offrendo una variegata proposta di eventi e di attività. 

Gaudium Gallery is an exhibition and research space established in Naples in 2020 by Massimiliano Maglione and Giuseppe Melè. Gaudium Gallery is an independent space, welcoming artists from all over the peninsula and pursuing dialogues and collaborations with international organisations and realities. It is housed in the historical flats of Palazzo Venezia at the Cultural Association A’mbasciata.
After extensive restoration work, A’mbasciata stands as a reference point and cultural pole of the Neapolitan historical centre, offering a varied proposal of events and activities.

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La Casaforte S.B. Esterno, foto Cristian Shaulin – Kerstin Rose
La Casaforte S.B. Interno, foto Christian Shaulin – Kerstin Rose

Piazzetta Trinità degli Spagnoli, 4, Napoli

lacasaforte.org
@la_catastrofe_sb

la casaforte s.b.

La Casaforte S.B. nasce nel 2011 negli spazi dell’antica litografia Manzoni e De Lucia (1950), dal recupero del Chiostro cinquecentesco del Convento della Trinità degli Spagnoli di Napoli. È la casa laboratorio di Valeria Borrelli, artista visiva, filmmaker e designer, Antonio Sacco, architetto , fotografo e performer, e dei loro figli ,un’opera aperta transmediale che supera i limiti intrinseci della definizione, intrecciando relazioni e linguaggi artistici, pratiche di arte partecipata e iniziative di solidarietà. Un edificio che si innalza su tre livelli, con enormi vetrate, diventa la residenza ideale per chi, posando lo sguardo dalla stanza sui Quartieri Spagnoli e sulle vita che si consuma sui muri e per le strade di Napoli, vuole raccogliersi in uno spazio dove è possibile rigenerarsi e aprirsi a nuove idee. Un’ Art Residency situata in un punto strategico tra il Porto di Napoli, le pizzerie storiche, la stazione di Montesanto, piazza Bellini, il Teatro di San Carlo e la galleria Umberto I. Tutti luoghi che hanno da sempre fondato l’identità di Napoli e della sua cittadinanza, simboli di una società che si esprime a tutto tondo, dalle strutture deputate all’arte, alle piazze che rappresentano i luoghi di ritrovo preferiti di consulti universitari e momenti di ricreazione, alle strade delle passeggiate e degli attraversamenti frettolosi. La Casaforte nei suoi spazi, dunque, racchiude lo spirito di una città, è specchio delle sue sfaccettature, restituendone i simboli e le rielaborazioni del pensiero, attraverso i linguaggi più articolati ed espressivi della scena contemporanea internazionale, incarnando un luogo dell’immaginario che apre uno squarcio sulla quotidianità, per regalare nuovi punti di vista.

La Casaforte S.B. was born in 2011 in the spaces of the former Manzoni and De Lucia lithography (1950), from the recovery of the 16th-century cloister of the Convent of the Trinità degli Spagnoli in Naples. It is the laboratory house of Valeria Borrelli, visual artist, filmmaker and designer, Antonio Sacco, architect, photographer and performer. An Art Residency that hosts exhibitions ranging from languages such as performance and theatre to sculpture and photography.

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Dalisi, foto Francesco Squeglia
Arboletier 2019 designed by Jimmie Durham for LABINAC
Labinac, Installation view gallery
Coimbra 2021 designed by Maria Thereza Alves for LABINAC

Via Francesco Crispi, 69, Napoli

labinac.com
@labinac_berlin

labinac

Labinac nasce a Napoli dalla collaborazione tra l’omonimo collettivo di Jimmie Durham e Marias Thereza Alves, e Marcello Del Giudice, titolare della Fonderia Nolana, che i due artisti hanno conosciuto producendo le loro opere d’arte nella capitale partenopea. Lanciato inizialmente quattro anni fa con eventi spot e nomadici, gli ultimi con la galleria Michel Rein a Parigi e lo spazio Alcova a Milano. “L’idea di aprire a Napoli è stata di Jimmie, ma abbiamo dovuto rimandare fino a oggi a causa della pandemia” spiega Alves dai nuovi spazi di Via Crispi n° 69, nella villa che fu di Benedetto Croce e ospita anche la galleria londinese Thomas Dane. La mostra di inaugurazione, dal titolo “A stick in the forest”, rende omaggio a Durham – Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia 58, nel 2019 – ed evoca un dialogo spontaneo con materiali spesso naturali, ispirato dal senso di meraviglia che infonde la progettualità dei due artisti.
La direzione artistica della collezione è a cura del collettivo Alves-Durham, mentre la Fonderia Nolana è responsabile delle produzioni e della vendita. I prodotti in mostra vanno fanno parte di edizioni aperte, limitate e pezzi unici, perché rispecchiano la diversità di una proposta che include ceramica, gioielli, sculture, mobili, lampade e opere a muro di artisti come gli italiani Elisa Strinna e Alessandro Piromallo, e anche artigiani come il brasiliano Arupo Waura. Non mancano le opere prodotte a Napoli con l’ausilio delle maestranze locali.
A Berlino, Labinac è un collettivo di design, che produce oggetti evocativi della cultura Cherokee di Durham: legno, colori, ossa di cavallo o di mucca, pietre e decorazioni di vario tipo sono gli elementi costitutivi di una sintassi intrisa di ironia, ma allo stesso tempo consapevolmente critica.

Labinac was born in Naples out of the collaboration between the eponymous collective of Jimmie Durham and Marias Thereza Alves, and Marcello Del Giudice, owner of Fonderia Nolana, whom the two artists met while producing their artwork in the Neapolitan capital.
In Berlin, Labinac is a design collective that produces objects evocative of Durham’s Cherokee culture: wood, colours, horse or cow bones, stones and decorations of various kinds are the constituent elements of a syntax steeped in irony, but at the same time consciously critical.

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Magazzini Fotografici, Lisetta Carmi, foto Amedeo Benestante
Pino Musi, Operating Theatre
Magazzini Fotografici, foto Alessandra Mustilli

Via S. Giovanni in Porta, 32, Napoli

@magazzinifotografici

magazzini fotografici

Magazzini Fotografici è uno spazio no profit votato alla divulgazione della fotografia, intesa come occasione di scambio e mezzo di accelerazione culturale. Nasce nel 2016, da un’idea del direttore Yvonne De Rosa, coadiuvata dalla responsabile di organizzazione eventi Valeria Laureano e dalla responsabile alla comunicazione Rossella di Palma. Situato nell’antico Palazzo Caracciolo D’Avellino del Decumano superiore, testimonia un’opera di rigenerazione urbana, laddove lo spazio era un tempo occupato dal “Borsettificio Ines”. Si compone di tre spazi sviluppati in circa 200mq, che ospitano le mostre e le tante attività organizzate: rassegne cinematografiche sulla fotografia, dibattiti, corsi, workshop e presentazioni di libri e, tra le altre cose, un piccolo bookshop interamente dedicato ai libri fotografici, con particolare riferimento al self-publishing. Un luogo dedicato allo studio della cultura visuale che ha l’intento di diffonderne i linguaggi, creando dibattito intorno ad essi, con particolare attenzione rivolta ai giovani fotografi emergenti di valore internazionale.
In occasione di Art Days Napoli-Campania è allestita Pino Musi “_08:08 Operating Theatre” a cura Antonello Scotti.
L’artista, attraverso prese fotografiche effettuate in tre sale operatorie, esattamente cinque minuti dopo il termine degli interventi, crea un percorso che orienta il fruitore a indagare l’interno della macchina scenica, a riconoscere le tracce di un corpo a corpo lasciato sul campo di battaglia. Un teatro senza attori, malati e medici, presentato nella sua nudità, senza palpiti, ma con gli umori del post-factum resi attraverso i reperti, le scorie, i residui dell’azione, di uno stato di emergenza che il bianco e nero denuncia e disinnesca.

Magazzini Fotografici is a non-profit space born in 2016, from an idea of art director Yvonne De Rosa, assisted by managers Valeria Laureano and Rossella di Palma. It consists of three spaces covering some 200 square metres, which house the exhibitions and the many organised activities: film festivals on photography, debates, courses, workshops and book presentations and, among other things, a small bookshop entirely dedicated to photographic books, with special reference to self-publishing. On the occasion of Art Days Napoli-Campania, Pino Musi’s “_08:08 Operating Theatre”, curated by Antonello Scotti, is on display.

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Opificio Puca, mostra Una serie di esercizi inutili, foto Franceca Ventriglia
Opificio Puca, mostra Turno primo, foto Francesca Ventriglia
Opificio Puca, mostra Una serie di esercizi inutili, foto Francesca Ventriglia
Opificio Puca, mostra Turnosecondo, Sala espositiva

Corso Atellano, 51,  Sant’Arpino, Caserta

@opificiopuca

OPIFICIO PUCA

Opificio Puca – Centro per l’arte contemporanea, nasce nel 2018 a Sant’Irpino, città della provincia di Caserta, da un’idea dei suoi fondatori Francesco Capasso, Maria Giovanna Abbate, Rosanna Pezzella, Vincenzo D’Ambra, Luca Dell’Aversana e Ferdinando Cinquegrana. Nasce dalla riconversione di uno spazio che, dapprima, è stato un calzaturificio e, in seguito, uno dei siti produttivi agro alimentari più importanti del Sud Italia. L’Opificio diventa ben presto uno spazio espositivo e, al contempo, di produzione e di formazione multidisciplinare, dalle arti visive al teatro, dalla musica al cinema, una ‘fabbrica’ dell’arte, che comprende tutte le forme espressive, accogliendo nei suoi spazi pittura, scultura, fotografia, ma anche design, installazioni digitali, proiezioni cinematografiche, performance teatrali  e musicali. Si delinea così il profilo di un laboratorio di idee, stimoli e riflessioni, con iniziative e progetti che vogliono dare spazio a un’arte partecipata, che mette insieme il visitatore, il semplice curioso e l’artista, per contribuire alla nascita di opere d’arte, di cui tutti si sentano creatori, in un respiro collettivo e un senso comune di responsabilità.
Molto sentiti i temi quali la riqualificazione del territorio e la rigenerazione urbana, attraverso la realizzazione di progetti, in cui arte e natura si fondono, come l’iniziativa per il fiume Volturno: trasformare il fiume in un luogo di scambio, di apprendimento e di confronto con le comunità locali, rendendo le aree fluviali fruibili secondo un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la partecipazione e la sostenibilità. OhAhSi! è il nome del progetto portato avanti da numerosi artisti, tra cui Luigi Pingitore, Salvatore Di Vilio, Robert Pettena, Rosaria Iazzetta, Alessandro Lanciato, Valentina Pagliarani, Adriano Stinca, Luca Dell’Aversana, Federica Langellotti e il gruppo musicale Degoya

Opificio Puca – Centre for Contemporary Art, was established in 2018 in Sant’Irpino, a town on the outskirts of Caserta, from an idea of its founders Francesco Capasso, Maria Giovanna Abbate, Rosanna Pezzella, Vincenzo D’Ambra, Luca Dell’Aversana and Ferdinando Cinquegrana. It was born from the reconversion of a space that was first a shoe factory and later one of the most important agro-food production sites in Southern Italy. The Opificio soon became a space for exhibitions and, at the same time, for production and multidisciplinary training, from visual arts to theatre, from music to cinema.

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Apicella, Word Body Art

Piazza Enrico de Nicola, 46, Napoli

valeriaapicella.fr
@puntozerovaleriaapicella

puntozerovaleriaapicella

Puntozerovaleriaapicella è uno spazio indipendente d’arte e di ricerca interdisciplinare dedicato alla performance e alle arti visive e sonore contemporanee, sotto la direzione dell’artista Valeria Apicella. È nato a dicembre 2019, al termine dei lavori di recupero d’un ex-ala del grande chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello, all’interno dell’ex-Lanificio borbonico, nell’area di Porta Capuana.
Il restauro architettonico fa parte integrante del progetto artistico, realizzando la visione di uno spazio vuoto che è al centro della ricerca di Valeria Apicella. Rispettando la geometria dell’antico impianto conventuale, l’open-space a pianta rettangolare mette in evidenza la continuità libera degli spazi. Il silenzio, la luce che filtra dalla ritmica scansione delle finestre poste su un solo lato, restituisce un sentimento di raccoglimento e di intimità. La grande sala è uno studio concepito per la ricerca corporea contemporanea. Oltre alle proprie creazioni performative ed installative, lo scambio con il team d’artisti che collaborano con lo spazio indaga nuove forme di cooperazione sociale con l’obiettivo di incentivare la consapevolezza, un modo di pensare che accoglie la vastità dell’interdisciplinare ed alta formazione.
Il corpo è un territorio particolarmente caro a Valeria, attraverso il suo lavoro di ricerca sulla presenza e la memoria. Un’indagine sui gesti, sul loro senso del sacro nascosto anche nella quotidianità più reiterata, attraverso l’attenzione sugli oggetti, da quelli più grossolani a quelli più sottili, fatti di aria, acqua, polvere e respiro. Il puntozero diventa così spazio di decostruzione e ricomposizione, occasione per mettere in discussione l’arte e i suoi oggetti.

Puntozerovaleriaapicella is an independent art and interdisciplinary research space dedicated to performance and contemporary visual and sound arts, under the direction of artist Valeria Apicella. It was born in December 2019, inside the former Bourbon Bakery, in the Porta Capuana area. The architectural restoration is an integral part of the artistic project, realising the vision of an empty space that is at the heart of Valeria Apicella’s research. Respecting the geometry of the old convent layout, the open-plan space with a rectangular plan emphasises the free continuity of the spaces.

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Quartiere Intelligente, Quartiere Montesanto
Quartiere Intelligente, spazi interni

Scala Montesanto, 3, Napoli

quartiereintelligente.it
@quartiereintelligente

quartiere intelligente

Posto ai piedi della collina di San Martino, Quartiere Intelligente è centro culturale e laboratorio urbano di pratiche innovative. Apre nel 2013 per contribuire alla costruzione della metropoli ecologica e digitale, per implementare nuovi modelli di sviluppo sostenibile e sperimentare le più avanzate forme d’arte che si generano nella relazione con la sfera urbana. Il Quartiere Intelligente è uno spazio attivatore di dinamiche progettuali, sociali ed economiche che guardano alla nuova ecologia urbana. Le attività comprendono tutte quelle pratiche impegnate a migliorare la qualità culturale e biologica della città, generando nuove economie ecosostenibili. Un progetto pensato per trasformare un angolo di città degradato, ma strategico e centrale, in avamposto della città intelligente, inclusiva e sostenibile del futuro.  Si trova nel Quartiere Montesanto, a pochi passi dalle Stazioni dell’Arte e dai punti nevralgici della vita cittadina, ricettacolo di migliaia di persone che ogni giorno lo attraversano.
Il Quartiere Intelligente è al centro di un’urbanità ricca e variegata, anche nei suoi aspetti meno in vista o volutamente ignorati, con quasi 1000 mq di spazi coperti e un meraviglioso giardino, un’area di rigenerazione per l’intera zona, un catalizzatore di pratiche ecologiche, culturali, partecipative. Collocato in un distretto poco appariscente, piccola appendice nascosta della città, un vecchio opificio dismesso, quello che rimane di una fabbrica di guanti, memoria di una tradizione produttiva in cui Napoli ha eccelso. Qui, dove la cultura popolare si mescola con quella internazionale, condividendone i luoghi, da quelli dal chiasso più mondano agli altri che si preferiscono meno ai nostri occhi, pur essendo tutt’altro che invisibili.

Quartiere Intelligente opens in 2013 to contribute to the construction of the ecological and digital metropolis, to implement new models of sustainable development and to experiment with the most advanced forms of art generated in the relationship with the urban sphere. The Smart Neighbourhood is an activating space for design, social and economic dynamics that look towards the new urban ecology. Activities include all those practices committed to improving the cultural and biological quality of the city, generating new eco-sustainable economies.

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Quartiere Latino, Andrea Bolognino nello studio di Francesco Maria Sabatini, 2022
Arca, Paolo La Motta, Laboratorio Cagnazzi
Quartiere Latino, Atelier Alifuoco, foto Francesca Wonder
Andrea Bolognino, Quartiere Latino, foto Francesca Wonder

Via Domenico Cirillo, 18, Napoli

@atelier_alifuoco

 

QUARTIERE LATINO

Atelier Alifuoco, progetto a cura di Nicola Vincenzo Piscopo, è situato all’interno di Quartiere Latino, al primo piano di un museo condominio che unisce artisti eterogenei, diversi per generazione, approccio tecnico, poetico e visivo, in un progetto che nasce dalla volontà di gettare una luce sugli studi d’artista e il loro legame con il luogo che abitano.
Quartiere Latino nato nel 2021, condivide il luogo con Atelier Alifuoco, un vecchio appartamento napoletano convertito in laboratorio artistico nel 2016 per volontà di Alessandro Cirillo e l’artista Francesco Maria Sabatini. Il nome è preso in prestito dalle sorelle Dora e Fausta Alifuoco, vissute nell’appartamento che conserva ancora residui di vite passate. Le attività private degli artisti in residenza si sono orientate sempre più verso le relazioni con altri artisti e operatori culturali, spesso sotto la formula di open studio e mostre con artisti ospiti, come in Dialoghi (2021), a cura di Attiva Cultural Project, e Quartetto (2018), curata da Marco De Gemmis.
Un percorso di opere site specific, che si estende dall’ingresso al quinto piano di tutta la struttura. Partirà questo novembre il terzo ciclo di mostre che ha visto coinvolte, nelle precedenti due edizioni, opere di Clarissa Baldassarri, Gabriella Siciliano, Paolo La Motta, Veronica Bisesti, Andrea Bolognino e Lucas Memmola. Verranno presentate le installazioni di tre nuovi artisti, icone militanti del Quartiere Latino, che filtreranno il loro presente per consegnarci nuove visioni e singolari prospettive.
Gli artisti della terza edizione di Quartiere Latino sono Antonella Raio, napoletana del ’75 con studio in via Foria, Fabrizio Cicero, siciliano dell’82 con studio in via S. Domenico Maggiore e Vincenzo Rusciano, napoletano del ’73 con studio in via Carbonara. Durante la presentazione sarà possibile visitare gli studi dell’Atelier Alifuoco, con i seguenti artisti residenti: Lucia Schettino, Maria Teresa Palladino, Francesco Maria Sabatini e Nicola Vincenzo Piscopo.

Quartiere Latino, curated by Nicola Vincenzo Piscopo, is located inside Quartiere Latino, a condominium-museum created in 2021, with the aim of representing artists living in the area of a crossroads of Neapolitan neighbourhoods. Atelier Alifuoco is an old Neapolitan flat converted into an art workshop in 2016 by Alessandro Cirillo and artist Francesco Maria Sabatini. A five-storey building that hosts exhibitions by heterogeneous artists, united in a project that stems from the desire to shed light on artists’ studios and their connection with the place they inhabit.

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SMMAVE, Christian Leperino, foto Giancarlo de Luca
SMMAVE, foto Giancarlo de Luca

Via Fuori Porta San Gennaro, Napoli

borgovergini.it
@smmave_napoli

smmave

L’Associazione SMMAVE Centro per l’Arte Contemporanea, di cui è  presidente l’artista e docente dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli Christian Leperino, è stata fondata a Napoli da un team di professionisti del settore dell’Arte Contemporanea, che dal 2015 ha preso in cura la chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini (XVI-XVIII sec.), detta “la Misericordiella”, a lungo abbandonata al degrado, e, grazie ad un intenso lavoro volontario di pulizia, ripristino, studio e valorizzazione ha recuperato e riaperto al pubblico questo antico bene come centro di ricerca, didattica e produzione artistica.
Un presidio culturale multidisciplinare per la rigenerazione del territorio che si avvale del contributo di storici dell’arte, artisti, esperti di cinema e di teatro, sviluppando collaborazioni e protocolli d’intesa con altri soggetti associativi del territorio, enti culturali, istituzioni museali e di ricerca, tra i quali Accademia di Belle Arti di Napoli, Museo Madre, Museo Archeologico Nazionale (rete ExtraMann), Pio Monte della Misericordia, Università “Federico II”, Fondazione Campania dei Festival (Napoli Teatro Festival), Ludoteca cittadina Comune di Napoli, Progetto Museo (Rete AAA Accogliere ad Arte, con il patrocinio del Comune di Napoli).
La chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini fa parte di un antico complesso, l’ex ospedale dell’Arciconfraternita di S. Maria della Misericordia, e si trova proprio all’ingresso del Borgo dei Vergini. Il cantiere settecentesco, più di ogni altro intervento, ha plasmato l’aspetto degli interni, con l’andamento elegantemente organico del disegno architettonico e la raffinata qualità dei rilievi scultorei, sopravvissuti alle ferite dell’abbandono. Il lavoro di recupero dell’Associazione SMMAVE ne ha riportato alla luce anche l’antico ipogeo, dedicato alla funzione di “terrasanta” per la sepoltura dei defunti, obliterato per decenni dallo sversamento di rifiuti e macerie edili.

The Association SMMAVE Centro per l’Arte Contemporanea, whose president is the artist and teacher at the Academy of Fine Arts of Naples Christian Leperino, was founded in Naples by a team of professionals in the field of Contemporary Art, who have been taking care of the church of Santa Maria della Misericordia ai Vergini since 2015. The recovery work of the SMMAVE Association has also brought to light the ancient hypogeum of the church, dedicated to the function of ‘terrasanta’ for the burial of the dead, obliterated for decades by the spillage of waste and building rubble.

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Spazio Amira, foto Tullio Fraiese

Via San Felice, 16, Nola, Napoli

spazioamira.wixsite.com

spazio amira

Spazio Amira sorge nel cuore del centro storico di Nola nel cortile dell’antico Duomo che, grazie all’intervento del fondatore Raffaele Avella, è diventato un rigoglioso spazio d’arte. Già nella sua struttura, Spazio Amira è un luogo fatto di stratificazioni frutto del tempo; è stato anche un vecchio edificio monastico, oltre che una proprietà di famiglia, sede nel 1566 del primo seminario di Nola. Raffaele dà il via alla ristrutturazione di quello che sarà prima il suo studio, attraverso cui viene in contatto con diversi artisti, per poi allestire mostre per destinarlo alla condivisione con il pubblico.
Grazie all’attenta coltura di Raffaele è stata portata alla luce un vecchia cantina sottratta ai detriti, sono cresciute piante robuste, ma, soprattutto, è germogliato un inesauribile entusiasmo, che ha permesso di ospitare le primizie dell’arte contemporanea. Spazio Amira si propone di essere non un luogo dedicato al profitto economico, ma un tramite per una comunione di idee per la cittadinanza, affinché tutti possano unirsi intorno al fuoco dell’arte per immaginare sempre nuovi progetti.
La tradizione nolana di gallerie d’arte, grazie a Spazio Amira si rinnova, con la passione che Raffaele ha potuto coltivare già dall’infanzia negli incontri che avvenivano nella stamperia d’arte di zio Vittorio. Grazie alla sua esperienza, Vittorio Avella ha potuto determinare la crescita artistica del nipote, credendo nella sua capacità di gestione dello spazio in fase di ristrutturazione. Grazie all’amicizia con Tonino Sgambati, con cui zio Vittorio iniziò l’attività de Il Laboratorio nel ’68, Raffaele diventerà, poi, socio dell’attività, le cui energie non si sono mai staccate per confluire in Spazio Amira. Attualmente, molti giovani, incoraggiati da un luogo che possa rappresentarli nella propria città, grazie al sostegno morale e materiale di Raffaele, riescono a mettere su progetti artistici, spargendo i semi di una sempre nuova fioritura culturale. 

Spazio Amira is located in the heart of Nola’s historical centre in the courtyard of the old cathedral, which, thanks to the intervention of its founder Raffaele Avella, has become a flourishing art space.
Raffaele started the renovation of what was first to be his studio, through which he came into contact with various artists, and then set up exhibitions to be shared with the public.
Spazio Amira aims to be not a place dedicated to economic profit, but a conduit for a communion of ideas for the citizenry, so that everyone can unite around the fire of art to imagine new projects. 

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Decomposizione bellica di Egeon per Rinascita Fest, Pomigliano, 2022
Luce di Giotto, Calendoli, 2020, credit Tani Russo
Borgo Casamale, foto Giuseppe Iannone
Tramandars, Alma Memoria di Bosoletti, foto Benedetta Petrone

Via Botteghe, 3, Somma Vesuviana, Napoli

tramandars.com
@tramandars

TRAMANDARS

Tramandars è un’associazione culturale nata nel 2017 a Somma Vesuviana, per la diffusione del patrimonio artistico e culturale della città di Somma Vesuviana ed il suo Borgo Medioevale, il Casamale, alle pendici del Monte Somma.
La giovane e intraprendente associazione è diventata nel tempo fucina di progetti e di idee, nati da uno stretto dialogo tra la realtà territoriale e associati, artisti, designers, studiosi e filosofi, fino a oltrepassare i confini territoriali della provincia napoletana. L’associazione porta avanti, principalmente, progetti di opere d’arte pubblica ed ha collaborato con artisti quali: Jago, Francisco Bosoletti, Giotto Calendoli, Gianpiero D’alessandro, Vittorio Valiante ed Egeon.
Nel luglio 2021, viene realizzato “Museo Chiesa”, che punta a valorizzare le opere d’arte custodite nella Chiesa Collegiata in S. Maria Maggiore, sita nel borgo medioevale del Casamale, attraverso il posizionamento di luci dedicate e la costruzione di un percorso di segnaletica museale. Nel 2021, l’associazione viene nominata Responsabile degli affari culturali della Repubblica Islamica d’Afghanistan, presso l’Ambasciata di Roma, a seguito del progetto “Let’s calls for artist” svoltosi ad ottobre all’interno dell’Ambasciata. Una vera e propria chiamata alle arti, a cui ha risposto l’entusiasmo di diciassette artisti, italiani e internazionali, che con le loro opere hanno esortato al ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan.
Nel 2022 l’associazione sostiene la riqualifica dell’ipogeo della Chiesa Collegiata, donando in esposizione l’opera Mater-ia dell’artista Vittorio Valiante: una pala d’altare scomposta, rivisitazione dell’opera di Angelillo Arcuccio, posizionata in maniera speculare nell’Abside della Chiesa sovrastante. Notevole la sensibilità verso temi quali ambiente, clima e alimentazione, che, attraverso il progetto World Food Forum, promosso da FAO, tengono l’associazione radicata ai problemi reali, a cui rispondere con la forza creatrice dell’arte.

Tramandars is a cultural association founded in 2017 in Somma Vesuviana, for the promotion of the artistic and cultural heritage of the town of Somma Vesuviana and its medieval village, the Casamale, on the slopes of Mount Somma. Over time, the young and enterprising association has become a forge of projects and ideas, born out of a close dialogue between the local community and artists such as Jago, Francisco Bosoletti, Giotto Calendoli, Gianpiero D’alessandro, Vittorio Valiante and Egeon. In 2021, the association was appointed Head of Cultural Affairs of the Islamic Republic of Afghanistan, at the Embassy in Rome, for the ‘Let’s call for artists’ project held in October at the Embassy.

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Jumana Manna, Depositions, 2022, veduta dell’installazione, foto Antonio Picascia
Hera Büyüktaşçıyan, From There We Came Out and Saw the Stars, 2018-19, veduta dell’installazione, foto Maurizio Esposito
Adrian Melis, Terra asciutta, 2020, performance, foto Antonio Picascia
Underneath the Arches, Arturo Hernandez Alcazar, foto Antonio Picascia

Acquedotto Augusteo del Serino, Via Arena della Sanità, 5, Napoli

verginisanita.it
@ua.exhibitions

underneath the arches

Underneath the Arches è un programma di arte contemporanea che ha luogo nel sito archeologico che conserva un tratto dell’Acquedotto Augusteo del Serino, recuperato nell’area Borgo Vergini-Sanità a Napoli. Sotto la direzione artistica di Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone, in collaborazione con l’Associazione VerginiSanità, Underneath the Arches intende attivare un dialogo fra archeologia e arte contemporanea, generando relazioni fra la cultura materiale e immateriale del contesto locale e le ricerche artistiche internazionali, con l’obiettivo di attivare processi di promozione e valorizzazione del patrimonio storico esistente e della produzione contemporanea.
Nei suggestivi spazi del tratto di acquedotto di epoca romana al di sotto dello storico Palazzo Peschici Maresca, artisti di fama internazionale sono invitati a realizzare installazioni temporanee site-specific in dialogo con il sito archeologico e l’area circostante. Temi come l’acqua e il suo fluire, le stratificazioni di senso e storiche che caratterizzano il luogo, le sue forme e i suoi materiali, nonché gli sviluppi recenti del sito, sono alcuni dei temi sui quali artisti di diverse nazionalità sono invitati di volta in volta a lavorare e che costituiscono il punto di partenza per la produzione di nuove opere, a seguito di un periodo di residenza e ricerca nella città di Napoli. Ogni mostra è accompagnata da un programma di attività che include visite guidate al sito, workshop ed eventi pubblici, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico quanto più ampio e diversificato. Dal 2018, anno di avvio del programma, alla data attuale, sono stati realizzati interventi degli artisti Arturo Hernández Alcázar (2018), Hera Büyüktaşçıyan (2018-2019), Adrian Melis (2020) e Jumana Manna (2022). 

Underneath the Arches is a program for contemporary art that takes place at an archeological site holding the remains of an aqueduct from the Augustan age, in the area of Borgo Vergini-Sanità in Naples. Under the artistic direction of Chiara Pirozzi and Alessandra Troncone, and in collaboration with Associazione VerginiSanità,
Underneath the Arches aims to activate a dialogue between archeology and contemporary art, and to establish a relationship between the local material and immaterial culture and the artistic research of international artists. Its main objective is to promote both existing cultural heritage and new production in contemporary art.